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Proposta di legge per mediatori
creditizi |
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PROPOSTA DI
LEGGE PER
MEDIATORI
CREDITIZI
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Si è giunti alla
prima
definizione di
un testo di
legge che
accoglie le
politiche
federali in
materia di
mediazione
creditizia.
E’ la proposta
di legge
dell’Onorevole
Cosimo Ventucci
(Pdl) il cui
obiettivo è
quello di
elevare il
livello
professionale
degli operatori,
e di accentuarne
l’autonomia
rispetto al
sistema bancario
attraverso
l’introduzione
di nuove regole
per
l’organizzazione
del Ruolo unico
nazionale, al
quale si potrà
accedere solo
dopo la
frequentazione
di un corso di
preparazione e
il superamento
di un esame che
possa attestare
un livello
minimo di
conoscenza di
diritto
finanziario e
bancario, di
matematica
finanziaria e
della disciplina
a tutela del
consumatore. Ad
oggi, infatti,
per essere
iscritti
all’albo dei
mediatori, è
sufficiente aver
conseguito un
diploma di
scuola
secondaria di
secondo grado.
In base al testo
della proposta
di legge
Ventucci,
l’organizzazione
dell’esame sarà
affidata
all’Unione
italiana delle
camere di
commercio (Unioncamere),
che si occuperà
anche della
tenuta del Ruolo
unico nazionale
dei mediatori
creditizi.
Per garantire i
diritti di chi
già opera nel
settore, il
testo prevede la
possibilità di
accedere
automaticamente
al nuovo Ruolo
per tutti i
mediatori che
risultano
iscritti al
primo giugno
2007, fermo
restando
l’obbligo di
frequentare uno
dei corsi di
preparazione
all’esame
organizzati
dalle
associazioni di
categoria.
La proposta di
legge prevede
inoltre
l’introduzione e
la
frequentazione
obbligatoria di
corsi di
aggiornamento
periodici e
l’impegno per
gli operatori
(che siano
persone fisiche
o giuridiche) di
stipulare
un’assicurazione
a copertura
della
responsabilità
civile per gli
eventuali danni
cagionati alla
clientela
nell’esercizio
della
professione.
Infine, per
garantire
l’autonomia del
mediatore dal
sistema
creditizio, il
testo proibisce
l’esercizio
dell’attività di
mediazione da
parte di
esponenti e di
operatori del
sistema bancario
e introduce il
divieto alle
stesse banche di
partecipare al
capitale delle
società di
mediazione
creditizia o di
avere propri
rappresentanti
negli organi
amministrativi
delle società
stesse.
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